Arezzo, 12-13 maggio

Gli ingredienti perr un week davvero piacevole: un abbigliamento comodo ma di moda, un bagaglio leggero ma ben organizzato, un bel posto da vedere ma soprattutto un’ottima compagnia.

E un grande senso di comunione, aggiungerei io. Si perché questi due giorni ad Arezzo sono stati indimenticabili anche e soprattutto per questo.

Sabato mattina, dopo una levataccia e due chiacchiere in treno, incontriamo i bambini delle scuole all’interno di uno spazio sotto la basilica di San Francesco ad Arezzo. L’audio è un po’ problematico, ma poco male, dato i bambini fanno più fracasso di una cassa da 1000 watt… attacchiamo con un po’ di pezzi adatti, ed è carino vedere i bimbi che cantano, ballano e si divertono… a un certo punto perdiamo anche un po’ il controllo della situazione! Stefano chiama alcuni bimbi a dirigere: cerchiamo di fare i seri per dare loro la sensazione di stare veramente “guidando” un coro. A parte il fatto che ormai siamo talmente dipendenti da Stefano che quasi quasi il bimbo lo seguivamo davvero, la scena era divertente.

I ragazzi dell’organizzazione sono speciali: ce ne accorgiamo subito. Allegri, solari, gentili, generosi. Facciamo subito amicizia. Ci portano in un seminario vescovile a mangiare. Un posto davvero particolare. Ci mettono in un’unica tavolata lunghissima! Io e Valerio scherziamo subito dicendo che ci sembra di stare nella mensa di Hogwarts, e guarda caso Stefano/Albus Silente è a capotavola.

Attenzione: da lì in poi non è passato più un minuto senza che avessimo lo stomaco pieno. Crostoni toscani, bruschette, tagliatelle fatte in casa, salsiccia, costoline, pomodori, patate, porchetta, mascarpone… hanno cercato di fare cedere la proverbiale propensione enogastronomica delle VN, ma grazie a uno splendido gesto atletico in zona Cesarini del Nonno Bersa, che con disinvoltura si è sparato sette brioche con la Nutella a colazione il giorno dopo, la supremazia è ristabilita.

Il concerto pomeridiano passa senza infamia e senza lode. Nel frattempo arriva anche mio marito Niko, e personalmente sono davvero contenta che sia venuto. Torniamo in seminario per una “cena leggera” a detta del cuoco “il Faraone”: la salsiccia alla griglia non è esattamente come un’insalatona, però…

Circa metà di noi rientra a Bologna con il treno in serata, compreso Stefano, causa impegni di viaggio (Finlandia). Rimane un gruppetto di “vecchioni” più qualche giovane promessa e il gruppo di organizzatori, il mitico Don Daniele detto Poppy,  amici, il fonico Francesco. C’è aria di baracca, anche se siamo cotti.

Il resto mi scorre davanti veloce e delirante! Risate, imitazioni di Valerio, giro per Arezzo di notte, arrivo in pulmino nella casa a Cortona dove avremmo dormito, non ci sono i lenzuoli, chi dorme vestito, chi nelle bandiere, nelle coperte… Urla canti balli e schitarrate fino alle 4! La mattina dopo ci rendiamo meglio conto di dove siamo: una splendida casa di campagna ristutturata, nel cuore della campagna Toscana. Tantissimo spazio per mangiare, dormire, cucinare! Tutti i ragazzi sono lì con noi, compreso Don Poppy! C’è un clima da campo solare parrocchiale e la cosa mi fa sorridere. Andiama a messa in Cattedrale a Cortona e da lì facciamo un giro per questa cittadina davvero meravigliosa, medioevale e allegra, dove abita anche Jovanotti, che infatti puntualmente incontriamo seduto al tavolino fuori da un ristorante in pieno centro. Torniamo alla casa per pranzo (inutile soffemarci ancora sulla quantità di cibo) e nel pomeriggio si prende il treno per tornare a casa.

 Grazie di cuore da parte mia  e di tutti a Don Daniele, al Faraone, a Francesco, a tutti quanti. Ci avete fatto respirare il vero spirito di comunione, accoglienza e l’allegria di stare insieme, anche se non ci si è mai visti prima. Siamo sicuri che questo sarà l’inzio di una bella amicizia, e non vediamo l’ora di tornare da voi (ovviamente solo se il Faraone cucina).

Valentina