Anniversari

1 dicembre 1995. 1 dicembre 2014.

1 Dicembre: tutto nella mente si distende, si pensa già al Natale, alle luci, alla magia. Al ritorno alle tue origini, alla tua infanzia, alla tua casa.

Invece quel Primo Dicembre di diciannove anni fa, in un giorno che già odorava di neve e di torrone, a me ha portato avanti, non indietro. Come uno scambio ferroviario, o le due porte di metropolitana di un celebre film, quel giorno ha cambiato la mia vita, e chissà, forse il mio destino.

Quel giorno io e il mio amico Emanuel abbiamo preso un pullman, con gente che conoscevamo appena, e siamo andati a Forlì, a vedere un concerto.

Un concerto delle Verdi Note.

Siamo andati insieme alle Verdi Note di allora: eravamo aspiranti, nuove leve, i “youngs”, come li chiamiamo adesso.

Liliana ci aveva dato il permesso di venire in qualità di accompagnatori; eravamo ancora così tanto “extra” da esser segnati in fondo all’appello come “i due ragazzi nuovi” .

Neanche il nostro nome c’era, sulla lista.

Quel giorno li guardavo cantare dalla prima fila, così belli, puliti, semplici, allegri. Si divertivano. Ho capito che era quello che volevo fare, che volevo solo cantare e divertirmi, insieme a loro.

Teatro Asta di Forlì, 1 Dicembre 1995
Teatro Asta di Forlì, 1 Dicembre 1995

Sono passati 19 anni: io e Emanuel abbiamo fatto tantissima strada, se provo a guardarmi indietro e a nominare i ricordi è da togliere il fiato.

Abbiamo cantato tantissimo, e ci siamo divertiti ancor di più. Abbiamo riso, abbiamo pianto, abbiamo gioito, abbiamo sofferto, abbiamo dato tantissimo e ricevuto tantissimo. E nel frattempo siamo cresciuti, ci siamo diplomati, laureati, abbiamo trovato lavoro e io mi sono persino sposata (all’Antoniano, e dove sennò!).

Siamo diventati bravi coristi, e poi bravi solisti, e poi col tempo anche bravi mentori di nuovi coristi. E poi questi ultimi a loro volta, fino diventare anch’essi mentori di nuovi coristi. Sempre insieme a noi, sempre tutti insieme.

Insieme. “Insieme” è fondamentale: cantare da soli è bello, ma cantare insieme è molto meglio. Chi canta in coro lo sa.

Insieme vuol dire anche empatia, affinità, amicizia. Uno dei miei più grandi amici l’ho incontrato proprio quel primo dicembre, a quel concerto. Valerio quella sera ci venne incontro dicendo “Ciao, siete i nuovi? Ho fatto anche io il provino, posso sedermi accanto a voi?”

Da allora non ci siamo mai più separati, nonostante i tanti tranelli della vita.

Credo che niente ti descriva meglio del percorso che hai fatto, nel bene e nel male; la vita e l’energia che hai dedicato a qualcosa in cui credi fermamente, parla di quello che sei adesso.

Ora che questa grande avventura a breve volgerà al termine per me, temo di capirlo ancora meglio.

E se guardate bene in fondo agli occhi delle Verdi Note giovani di oggi, secondo me lo capite anche voi.

 Valentina